Enel impronta i propri processi di acquisto su comportamenti precontrattuali e contrattuali orientati a reciproca lealtà, trasparenza e collaborazione, al fine di avere una catena di fornitura resiliente e responsabile, in grado di comprendere e adattarsi al contesto e che si impegna ad adottare le migliori pratiche per cogliere le opportunità e mitigare gli eventuali rischi economici, ambientali e sociali.
Il processo di acquisto assume sempre più un ruolo centrale nella creazione del valore, grazie a una maggiore interazione e integrazione con il mondo esterno e con le diverse parti dell’organizzazione aziendale.
Una costante analisi dell’evoluzione dello scenario economico e internazionale permette di selezionare i migliori fornitori, senza condizionamenti di settore o geografici. Un coinvolgimento dei fornitori fin dalla nascita del fabbisogno interno, ascoltando le loro proposte e sviluppando insieme approcci innovativi.
Un altro aspetto chiave è l’adozione di nuove tecnologie digitali che favoriscono la rapida circolazione delle informazioni e l’identificazione delle decisioni e delle azioni.
I capisaldi della trasformazione per una nuova gestione del processo di acquisto vedono quindi come pilastri:
- la massimizzazione del valore delle attività di acquisto nelle sue diverse forme: sicurezza, saving, qualità, performance, ricavi, flessibilità, generazione di flussi di cassa e riduzione dei rischi;
- il miglioramento dell’esperienza nella relazione con i diversi stakeholder, in una logica end-to-end di maggiore integrazione con i clienti interni e i fornitori;
- il ruolo centrale delle persone che lavorano all’interno della Funzione di Global Procurement, e che rappresentano il motore del cambiamento.
Apertura all’innovazione e valorizzazione delle esperienze e delle competenze fanno da cornice al processo.
I fornitori sono, inoltre, alleati fondamentali nel processo di sviluppo di un nuovo approccio orientato all’economia circolare, in cui l’uso delle materie prime vergini è estremamente ridotto o quasi completamente eliminato. Un modello quindi pienamente sostenibile, incentrato sull’innovazione e la protezione ambientale, in cui tutte le parti coinvolte riescono a reinventare i parametri che regolano la produzione e i flussi economici. Enel è fortemente intenzionata a iniziare q u esto percorso di conoscenza e analisi dei propri impatti, e ha lanciato il progetto “Environmental Product Declaration (EPD) ”, inizialmente su 6 categorie di prodotto1, coinvolgendo tutti i fornitori (o potenziali fornitori) della categoria merceolog i ca di riferimento. L’EPD rappresenta u n efficace strumento per dare risalto all’impegno di un’azienda nel ridurre gli impatti ambientali derivanti dal proprio ciclo produttivo relativo a un bene o alla fornitura di un servizio. La dichiaraz i one, creata su base volontaria, deve essere predisposta facendo riferimento all’analisi del ciclo di vita del prodotto2 e redatta secondo le linee guida delle norme UNI EN ISO 14040 e le regole specifiche per la categoria di prodotto (PCR - Product Category Rules). Per incoraggiare questo cambiamento, nei primi mesi del 2018 Enel ha organizzato un primo seminario sul progetto “Circular Economy Initiative for Enel Suppliers Engagement” che ha visto il coinvolgimento di 30 importanti fornitori a livello globale.
1 Turbine eoliche, isolanti, storage, smart meter, interruttori, sistemi fotovoltaici.
2 LCA - Life Cycle Assessment. L’analisi del ciclo di vita del prodotto è un metodo nato per aiutare a quantificare, interpretare e valutare gli impatti ambientali di uno specifico prodotto o servizio, durante l’intero arco della sua vita.


