La sempre crescente attenzione mondiale sul cambiamento climatico rende necessario aumentare il livello di consapevolezza sui principali rischi e sulle opportunità che ne derivano.

Rischi operativi e regolatori

Nell’ambito dell’attuale scenario, gli eventi meteorologici estremi, i disastri naturali, nonché il fallimento delle azioni di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico espongono il Gruppo a rischi operativi e regolatori, con particolare riferimento a danni ad asset e infrastrutture che ne potrebbero comportare una prolungata indisponibilità (si veda quanto riportato nel capitolo “Conoscere Enel - Sistema dei rischi”). L’incertezza politica aumenta il rischio normativo riaprendo il dibattito all’introduzione di strumenti politici alternativi e potenzialmente meno efficienti (per esempio, carbon tax e standard europei sulle emissioni di CO2).

Per minimizzare questi rischi a lungo termine, Enel ha accelerato il proprio percorso di decarbonizzazione sviluppando nuove opportunità commerciali nel campo delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle nuove tecnologie digitali nel mercato degli usi finali. Tra le principali opportunità: la digitalizzazione delle reti, la crescita nelle fonti rinnovabili e la decarbonizzazione del mix energetico, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi di efficienza energetica per i consumatori, nonché la promozione del vettore elettrico nei settori del trasporto (mobilità elettrica) e dell’edilizia abitativa.

TCFD – Task Force on Climate-related Financial Disclosure

Nel 2015, su richiesta dei Governatori delle Banche Centrali e dei Ministri delle Finanze dei Paesi del G20, il Financial Stability Board (FSB) ha avviato la Task Force on Climate-related Financial Disclosure (TCFD) guidata da Michael Bloomberg per lo sviluppo di specifiche raccomandazioni sulla disclosure volontaria degli impatti finanziari legati al rischio climatico. Le raccomandazioni finali sono state pubblicate a giugno 2017.

Enel ha firmato la lettera di supporto all’attuazione delle linee guida della TCFD e avviato un gruppo di lavoro multifunzionale che sta adottando le raccomandazioni lavorando su tre filoni principali:

  • sviluppo di modelli climatici di lungo periodo;
  • mappatura dei rischi e delle opportunità correlate al cambiamento climatico;
  • reporting finanziario associato al cambiamento climatico.

In merito alla definizione degli scenari, Enel e ICTP (The Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics) hanno siglato all’inizio del 2018 un accordo della durata di due anni per la realizzazione del progetto di ricerca denominato “Climate Change and Resilience”. Il progetto consiste nell’elaborazione da parte di ICTP di una serie di simulazioni di scenari climatici al fine di consentire a Enel di effettuare analisi sulla resilienza dei propri asset e dei propri business su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (2020-2050).

Il quadro regolatorio di riferimento e il posizionamento di Enel

I processi decisionali e regolatori dell’Unione europea (UE) incidono sulla transizione energetica in atto, con effetti sui modelli di business delle aziende, i comportamenti dei consumatori e dei singoli cittadini, con un impatto diretto sui quadri legislativi messi in atto a livello nazionale nei Paesi in cui il Gruppo opera. Inoltre, in relazione alla sua natura transnazionale e alle attuali sfide globali, il processo legislativo europeo sta diventando sempre più complesso e, a tal fine, necessita di una cooperazione più stretta tra le istituzioni dell’UE e gli altri stakeholder. In tale contesto Enel ha deciso di istituire, ormai da diversi anni, una Funzione, Affari Europei, che monitora le tematiche rilevanti e rappresenta il Gruppo a livello europeo nei confronti di istituzioni, organizzazioni, associazioni e altre controparti attive. Una specifica unità è dedicata a consolidare e rappresentare la posizione del Gruppo sulle politiche che si riferiscono ai cambiamenti climatici, alle politiche a bassa emissione di carbonio, alla regolamentazione internazionale del mercato del carbonio, all’ambiente e alla sicurezza degli approvvigionamenti. Di seguito si riportano i principali temi di interesse e attività in cui il Gruppo è stato coinvolto nel corso del 2017.

Politiche di carbon pricing

Nonostante il mercato appaia sempre più interconnesso dal punto di vista tecnologico e della circolazione dei prodotti, gli strumenti normativi adottati dai singoli Paesi restano ancora troppo frammentati. La sfida maggiore, in questo senso, interessa le politiche di carbon pricing. Oggi esistono diverse forme di regolamentazione, come gli scambi di permessi di emissioni (Emissions Trading Scheme - ETS) applicate per esempio nell’UE, in Nuova Zelanda, in California, in Corea e in alcune regioni in Cina, e diverse tipologie di tassazioni dirette o soluzioni ibride. Il coordinamento tra i diversi strumenti politici che affrontano anche obiettivi complementari (comprese le politiche sulle energie rinnovabili e le misure di efficienza energetica) è un elemento cruciale per la definizione di politiche efficaci sotto il profilo dei costi. L’istituzione di un sistema di scambio delle emissioni basato su un solido quadro normativo garantisce certezza rispetto agli obiettivi climatici a lungo termine.

Strumenti basati su meccanismi di mercato permettono prezzi maggiormente coerenti con i cicli macroeconomici e si sono dimostrati più efficienti in termini di costi nel raggiungimento degli obiettivi climatici in diverse aree geografiche. Il dibattito sull’idoneità di un sistema “cap and trade” o di una carbon tax deve essere sviluppato sotto molteplici prospettive, bilanciando l’efficacia in termini di costi e fattibilità degli strumenti, e deve includere anche una valutazione sui settori che devono essere coperti dal regime e sui vincoli connessi al quadro politico esistente. Il sistema ETS1 dell’UE consente di sfruttare uno schema già esistente armonizzato a livello europeo che garantisce la neutralità tecnologica e un trattamento uniforme degli operatori di mercato. Sulla base di queste considerazioni, il Gruppo Enel non supporta l’introduzione di tasse nazionali sul carbonio, in quanto distorcerebbe significativamente la concorrenza all’interno del mercato unico dell’UE, aumentando il costo complessivo del conseguimento del risultato ambientale desiderato. La tassazione ambientale si adatta piuttosto ai Paesi con un quadro istituzionale più debole e settori caratterizzati da fonti di emissioni distribuite. In tal senso, Enel accoglie con favore l’esito dei negoziati ETS dell’UE per il periodo 2021-2030 e considera l’ETS come un elemento chiave della politica climatica dell’UE che dovrebbe essere rafforzata, assicurando che altre politiche completino e consentano il raggiungimento degli obiettivi climatici salvaguardando al contempo la competitività dell’UE. Un segnale di prezzo stabile a lungo termine per gli investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio e la coerenza tra le politiche dell’UE e nazionali sono elementi cruciali per ripristinare il ruolo dell’EU-ETS nel guidare le riduzioni delle emissioni. In particolare, nelle risposte alla consultazione sul sistema ETS, Enel ha chiesto una riforma strutturale dello schema basato su un ambizioso obiettivo climatico per il 2030, un’offerta flessibile (Market Stability Reserve) e un programma dedicato a sostegno dell’innovazione (vale a dire il Fondo per l’innovazione NER400).

Nelle regioni al di fuori dell’UE (come l’America Latina) le risorse Enel sono sempre più coperte da schemi di tariffazione del carbonio, principalmente tasse che potrebbero trasformarsi in schemi di “cap and trade” in un arco di tempo medio-lungo.

Prezzo di riferimento interno della CO2

Il processo di pianificazione strategica e industriale valuta anche l’impatto del prezzo del carbonio sulle operazioni e sulle decisioni di investimento a breve, medio e lungo termine, ma poiché la crescita low carbon rappresenta uno dei quattro pilastri strategici ESG le scelte di investimento in nuove capacità sono automaticamente e direttamente in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2 °C. Per quanto riguarda il breve termine, il prezzo di riferimento interno della CO2 è fissato nell’intervallo di 6-12 €/t, in linea con la raccomandazione a livello internazionale e con gli orientamenti per il sistema ETS. Le prospettive a breve termine riflettono gli scenari regolatori e le aspettative del mercato e consentono di valutare l’impatto del prezzo della CO2 sulle attività di Enel.

Clean Energy Package - proposta per fare in modo che l’Europa guidi la transizione energetica

Il Clean Energy Package riguarda un pacchetto di proposte legislative che interessa i settori delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, del mercato elettrico, della governance dell’UE e della mobilità. Le misure introdotte a fine 2016 dalla Commissione europea mirano a rendere disponibile ai consumatori dell’UE energia sicura, sostenibile e competitiva a prezzi accessibili. Per raggiungere quest’obiettivo, la Commissione ritiene necessario operare una drastica trasformazione del sistema energetico europeo affinché sia un sistema integrato, fondato sulla concorrenza e sull’uso ottimale delle risorse e che si concretizzi in un’economia sostenibile, a basse emissioni di carbonio e rispettosa del clima, concepita per durare nel tempo. Efficienza energetica, energie rinnovabili, competitività e innovazione saranno elementi chiave. Le proposte contenute nel pacchetto verranno approvate seguendo il procedimento legislativo europeo ordinario che prevede un processo di co-decisione tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. Si stima che il procedimento possa concludersi nel 2018.

Mobility Package - azioni per una mobilità pulita, competitiva e connessa in Europa

Nel corso del 2017 la Commissione europea ha promosso una serie di misure legislative (“Europe on the Move”) al fine di promuovere una mobilità pulita, competitiva e connessa. Questo pacchetto rientra tra gli impegni europei dell’Accordo di Parigi e in tal senso mira a ridurre le emissioni soprattutto nel settore dei trasporti e in particolare sulle strade. Negli ultimi 25 anni le emissioni in tale settore sono aumentate costantemente in relazione alla crescita della domanda di mobilità e rappresentano un quarto delle emissioni di gas serra dell’UE (il solo trasporto su strada è responsabile del 22%). Il pacchetto è volto a combattere il cambiamento climatico, a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei e a garantire che le industrie europee creino posti di lavoro, generino una crescita economica sostenibile e guidino l’innovazione nelle tecnologie delle energie rinnovabili. A differenza del Clean Energy Package, il pacchetto sulla mobilità si trova nelle fasi iniziali del processo legislativo europeo.

Efficienza energetica, politiche di qualità dell’aria e dell’ambiente ed economia circolare

L’efficienza energetica è uno degli elementi chiave per la decarbonizzazione dei sistemi economici. Le elettrotecnologie sono mature in numerosi settori (residenziale, terziario, industriale e dei trasporti) e alcune di esse, come pompe di calore e veicoli elettrici, possono contribuire in modo sostanziale all’efficienza energetica apportando ulteriori benefíci. Tuttavia, l’erogazione dei benefíci associati è spesso ostacolata dalla presenza di forti barriere non economiche, tra cui: barriere informative, ostacoli alle transazioni e mancanza di consapevolezza. A tale riguardo, Enel sta promuovendo un dialogo con le istituzioni per favorire specifici interventi integrandoli in un quadro normativo incentivante per incoraggiare la diffusione di tecnologie efficienti sul mercato al dettaglio. Come già dimostrato in diversi Paesi, le iniziative di finanziamento sostenute efficacemente da campagne di informazione potrebbero svolgere un ruolo sempre più importante, consentendo agli operatori di promuovere tecnologie di efficienza energetica.

La strategia dell’Unione europea è orientata, inoltre, al raggiungimento di livelli di qualità dell’aria che non causino impatti significativi sulla salute umana e sull’ambiente. Mentre la produzione di elettricità sta attraversando un processo profondo di riduzione dei gas serra e degli inquinanti e il passaggio a fonti rinnovabili, altri settori e usi dell’energia sono in ritardo e offrono significative opportunità di miglioramento. Nei trasporti, l’energia utilizzata proviene quasi interamente da combustibili fossili. Allo stesso modo, il settore del riscaldamento e raffreddamento potrebbe essere molto più efficiente dal punto di vista energetico e meno inquinante. Le emissioni di entrambi i settori potrebbero essere notevolmente ridotte aumentando la loro elettrificazione e sfruttando l’aumento della quota di produzione di elettricità basata su fonti rinnovabili in Europa.

Infine l’adozione di modelli in linea con i princípi dell’economia circolare è stata inserita tra le priorità strategiche dell’Unione europea2, in quanto rappresenta un’opportunità di crescita e sviluppo in termini di competitività, innovazione, ambiente e occupazione. Modelli di business meno legati all’utilizzo di materie prime consentono di sviluppare una struttura di costi meno esposta al rischio di volatilità dei prezzi sia per dinamiche di mercato sia per interventi normativi. Limitare l’impatto ambientale rappresenta un importante contributo per la riduzione sia dei rifiuti marini e terrestri sia dell’inquinamento atmosferico e, inoltre, contribuisce a contenere il surriscaldamento globale come previsto dall’Accordo di Parigi. La riduzione della quantità di materie prime utilizzate e la crescita di servizi a valore aggiunto potrebbero comportare uno spostamento della struttura dei costi dalle materie prime al lavoro, cioè da settori più automatizzati a settori prevalentemente legati al lavoro umano con conseguente crescita dell’impatto occupazionale.

 

1 Il sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions Trading Scheme - EU-ETS) è il principale strumento adottato dall’Unione europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori, ovvero i settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni. È un sistema “cap and trade” perché fissa un tetto massimo (“cap”) al livello totale delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati dal sistema, ma consente ai partecipanti di acquistare e vendere sul mercato (“trade”) diritti di emissione di CO2 (“quote”) secondo le loro necessità, all’interno del limite stabilito.
2 European Union 2015 “Towards a circular economy: A zero waste program for Europe”.

Piattaforme d’azione e partnership

Il Gruppo partecipa attivamente alle associazioni e organizzazioni di settore per promuovere le tematiche legate alla transizione energetica. Di seguito si riportano alcuni esempi (si veda anche il capitolo “Conoscere Enel”).

Alliance of CEO Climate Leaders L’AD di Enel è membro dell’Alliance of CEO Climate Leaders promossa dal World Economic Forum. Nel 2017 Enel ha co-firmato una dichiarazione che sostiene soluzioni concrete sul clima, promosse dal business, esprimendo un forte sostegno alle raccomandazioni della TCFD.
Carbon Pricing Leadership Coalition Enel è membro della Carbon Pricing Leadership Coalition (CPLC) lanciata nel 2014 dalla Banca Mondiale, con lo scopo di riunire attori pubblici e privati per far progredire l’adozione di efficaci soluzioni di definizione del prezzo del carbonio in tutto il mondo.
Dichiarazione “A more ambitious EU-wide renewable energy target for 2030” La dichiarazione “A more ambitious EU-wide renewable energy target for 2030” è stata firmata da sei società europee nel settore dell’energia: EDP, Enel, EnBW, Iberdrola, Ørsted e SSE. In questa dichiarazione congiunta, i firmatari hanno promosso un obiettivo più sfidante in termini di presenza delle energie rinnovabili entro il 2030, dal 27% a una quota del 35%. Un obiettivo da raggiungere attraverso una maggiore elettrificazione dei settori dei trasporti e del riscaldamento, insieme a un mercato dell’elettricità riprogettato per le energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Accordo di Parigi.
Electrification Alliance La Electrification Alliance è un’iniziativa delle più rappresentative associazioni europee che promuovono il ruolo chiave dell’elettricità nel processo di decarbonizzazione. Nel 2017 è stata pubblicata una dichiarazione in cui si ribadisce il ruolo dell’elettricità e l’impegno a sostenere la riduzione delle emissioni clima-alteranti, nonché l’aumento degli investimenti in tecnologie non emittenti come le energie rinnovabili, lo stoccaggio di energia e le reti intelligenti, promuovendo nel contempo l’integrazione con i settori del riscaldamento, del raffreddamento e dei trasporti. Nei primi mesi del 2018, l’Alleanza si è focalizzata sulla definizione del budget post-2020 della UE (il Multi-annual Financial Framework - MFF) e sul Mobility Package. Per quanto riguarda il MFF, l’Alleanza ha richiesto che la spesa pubblica nell’UE rifletta la strategia dell’Accordo di Parigi e sia destinata a supportare i relativi impegni sul clima e l’energia in tutti i Paesi UE, incluso l’obiettivo di carbon neutrality per le infrastrutture e il più ampio target UE al 2030 sulle energie rinnovabili, così come l’elettrificazione dei consumi per un uso smart ed efficiente dell’energia. Per quanto riguarda il Mobility Package, l’Alleanza chiede che sia riconosciuta l’importanza dell’elettrificazione dei trasporti come fattore fondamentale per il raggiungimento della decarbonizzazione del trasporto su strada nell’UE ed evidenzia la necessità di un impegno più stringente in merito.
Platform for Electro-Mobility La Platform for Electro-Mobility è un’iniziativa congiunta di aziende, associazioni e ONG (organizzazioni non governative) impegnate a promuovere la mobilità elettrica e a sviluppare collettivamente soluzioni per l’elettrificazione dei trasporti europei. Enel è stata la prima utility a partecipare alla piattaforma.
eurelectric new Industry Vision Sotto la presidenza di Enel, eurelectric ha rilasciato un nuovo posizionamento, al fine di accelerare la transizione energetica investendo nella produzione di energia pulita e in soluzioni abilitanti il cambiamento, di ridurre le emissioni e di raggiungere l’obiettivo di diventare carbon-neutral ben prima della metà del secolo. Grazie a questa nuova visione, il settore elettrico riafferma il suo impegno a guidare la transizione verso un futuro nel settore energetico in UE pienamente sostenibile, creando valore per i clienti e per la società. La nuova Vision ha ricevuto l’unanime supporto dei membri di eurelectric e di un numero rilevante di Amministratori Delegati delle compagnie elettriche dell’UE.